Diario di Viaggio I
Da Lugano, attraversando la Svizzera, fino al lago di Lucerna (Brunnen, Luzern); poi le cascate sul Reno, fino al villaggio di Stein am Rhein, sul confine con la Germania, e a Sankt Gallen.
La domenica del Popolo
Sulla strada per il passo del Gottardo, nell’attraversare l’ultima zona di lingua italiana – il Ticino -, ci si può imbattere in una trasmissione radiofonica dedicata agli abitanti di quelle valli, i quali, come generalmente avviene per tutti coloro che popolano le zone di montagna, amano le tradizioni e la loro vita fatta di piccole cose; e parlano più volentieri il dialetto che l’italiano, già in tenera età. Lo speaker, dotato di buona dizione italiana (tranne che per la sottile esse ticinese tra i denti), con garbo, in modo gioviale ma composto, conduceva il gioco del giorno…degno del paese dei campanili! – e a maggior ragione degno di una nazione non proprio famosa per la sua apertura alle culture non di casa…-
“INDOVINATE IL SUONO DELLE CAMPANE”
Proprio così: in radio mandano uno scampanìo di alcuni secondi, e i valligiani sono chiamati a indovinare a quale chiesa, parrocchia o santuario delle loro contrade appartengono quei suoni, se sanno riconoscere il tondo timbro delle bronzee e risonanti amiche.
“L’è la chiesa di San Martino a Cavegno?” “Dindondaaan” “No, signora, non l’è!”.
“Non è per caso la collegiata, quella di Santa Maria del Monte?” “Dindondaan” “Non è la collegiata…” “Ne posso profitar, per mandà i miei saludi al Gino, al Piero, all’Angela e al consorte, che mi le sto aspetàn chi per mangiar la pulenta?””Come no!”.
“Pronto!” “Buongiorno!” “Mi chiamo Pina… La chiesa non la so eh, non m’intendo mica di campane, però volevo salutare il Giorgio, con la sorella e i nipotini…E la chiesa,vediamo, potrebbe essere quella di Castagnola?” “Sì, Castagnola, ma i santi?” [E’ uno preciso] “Di Sant’Arcangelo Gabriele!” “Dindondaan” “Non era quella…”.
E via così per una buona mezz’ora! E non puoi trattenerti dal ridere, ma neanche impedirti di immaginare queste piccole comunità ritrovarsi nelle loro piazze, nelle loro viuzze, nelle loro cucine per il desinare, a chiacchierare fino a conoscersi tutti… Lo speaker arrivava a riconoscere dalla voce alcuni ascoltatori affezionati, e usava il dialetto come per fare una particolare gentilezza, rispondendogli nel loro più familiare idioma.
Luzern Festival
La cittadina di Lucerna sorge in una incantevole posizione, adagiata su una riva dell’omonimo lago (anche detto dei Quattro Cantoni).
Il centro medievale è collegato da alcuni ponti, anche molto antichi, alla zona più moderna al di là del fiume, dove trovano posto costruzioni contemporanee, la stazione ferroviaria e soprattutto il KKL (Kultur und Kongresszentrum Luzern), bellissima architettura postmoderna opera di Jean Nouvel, tetto piatto e sporgente, vetrate, acciaio, colori rosso e blu, proprio sulla riva del lago. Il KKL ospita la galleria d’arte moderna e una sala da concerto considerata tra le migliori al mondo per quanto concerne l’acustica, che può essere addirittura di volta in volta adeguata alle esigenze della programmazione (per esempio all’organico, se cameristico o sinfonico, se ensemble di ottoni o quartetto d’archi…), disponendo di un soffitto che può essere di volta in volta sollevato o abbassato.
Il Lucerne Festival Im Sommer, una delle tre stagioni ospitate durante l’anno, è stato inaugurato il 12 agosto da Claudio Abbado con la Lucerne Festival Orchestra. Il nome di Abbado ritorna sovente nella programmazione e colpisce la presenza di grandi nomi di direttori, orchestre, ensemble e solisti invitati: si tratta di un festival di altissima qualità, oltre ogni dire. Il cartellone predilige programmi del ‘700 e ‘800, ma sempre arricchiti da brani di autori del ‘900. Molti sono anche i concerti dedicati esclusivamente agli autori contemporanei (tra i tanti nomi spicca l’onnipresente Kaija Saariaho, in quanto compositrice “residente”; moltissime le produzioni in collaborazione con l’IRCAM di Parigi), ma ci sono anche deviazioni verso la musica antica, rappresentazioni di oratori, concerti dedicati ai più piccoli, film, conferenze.
La stagione successiva Am piano si svolge in novembre ed è riservata ai solisti del pianoforte: oltre ad includere nomi quali Pollini, Argerich, Perhaia, Ax, Grimaud, la rassegna propone molti giovani e promettenti virtuosi, che trovano uno spazio più che degno tra i grandissimi.
Sul fiume
Stein am Rhein. Deliziosa. Un piccolo villaggio fiabesco. Temevo di incontrarvi gnomi, o personaggi delle di qualche racconto dei fratelli Grimm….invece ci abita gente abbastanza normale, fortunata per questo affaccio sul Reno, che in piena estate pare proprio un fiume amico, accogliente, pulito, dalle acque brillanti. I bagnanti più temerari, o soltanto abituati, si lasciano trasportare più a valle dalle correnti velocissime, e godono del loro fiume fino al calar del sole.
Certo, verso le otto di sera le cameriere già sistemano le sedie sui tavoli…bisogna adattarsi a questi ritmi poco mediterranei se non si vuole saltare la cena. Ma, mi domando, se alle otto di sera la cena è finita, poi che cosa si fa? Vedo alcuni studiare o leggere alla luce dei lumi, attraverso queste finestre dalle tende leggere. Altri guarderanno la televisione. In effetti il cielo è buio e anche il fiume pare dormire. Però mi è difficile perdere il fascino della notte…e lasciarla fuori di casa, oppure chiudermi io in casa e lasciare fuori la notte, da sola.
San Gallo
Mi capita di commuovermi di fronte ad opere d’arte al momento di ammirarle dal vivo, ma non mi era ancora successo in una biblioteca. Quella ospitata nell’antichissimo monastero benedettino di Sankt Gallen (fondato nel VII secolo), in perfetto stile rococò, mi ha suscitato emozioni simili: in effetti, oltre che trattarsi di un ambiente progettato mirabilmente come fosse un’unica scultura lignea, contiene una quantità innumerevole di volumi, tra cui codici miniati risalenti anche al VII secolo d.C., che sono delle vere opere d’arte – oltre che capisaldi nella storia della cultura. I Vangeli (anche in greco con la traduzione latina interlineare!), e poi trattati di astronomia, musica, matematica, grammatica, perfettamente trascritti (con calligrafie a volte oblique, altre diritte, ma sempre uniformi, curate), sono corredati da miniature spesso molto espressive, anche quando appaiono ancora bidimensionali.







