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Espressioni scultoree

20 settembre 2011

… Cézanne (…) sapeva trasformare una tazza da té in un essere animato, o meglio sapeva riconoscere l’essere in quella tazza. Cézanne porta la “natura morta” a un’altezza in cui le cose esteriormente morte diventano interiormente vive. Le tratta come tratta l’uomo, perché ovunque sa vedere la vita interiore. Dà loro un’espressione cromatica, cioè una dimensione intimamente pittorica, e le chiude in una forma traducibile in forme astratte, spesso matematiche, che diffondono armonia. Non rappresenta un uomo, una mela, un albero, ma usa questo materiale per formare qualcosa di intimamente pittorico che si chiama immagine.

V. Kandinskij, Lo spirituale nell’arte

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Diversamente da giudizi espressi da Kandinskij su altri pittori o musicisti, giudizi che condivido solo in parte o con cui sono in totale disaccordo, sento davvero mie queste riflessioni su Cézanne. Mi piacerebbe riuscire ad associare all’immagine e a queste parole un ascolto – non necessariamente risalente allo stesso periodo storico; Kandinskij compie quest’operazione quasi incautamente, accostando, per esempio, Matisse a Debussy – . Mi viene in mente musica estremamente pura, ben costruita, d’istinto nessuna musica concepita dopo il ‘600. Qualcosa di questo genere:

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5 commenti leave one →
  1. Avatar di Pasquale Misuraca
    21 settembre 2011 07:44

    Sì, sì, il di più viene dalla Facile Cronologia (cioè dal Maligno).

  2. Avatar di arte64
    arte64 permalink
    25 settembre 2011 14:29

    L’ho ascoltato molte volte. Che solidità consolante.

    • Avatar di pioggiadinote
      pioggiadinote permalink*
      26 settembre 2011 17:13

      Sì, io la definirei una solidità catartica, oltre che consolante.

  3. Avatar di arte64
    arte64 permalink
    27 settembre 2011 07:55

    Giusto.

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