Skip to content

Ricordo di Franca Bartolomei

29 luglio 2009

Ho rivisto in questi giorni il Maestro Walter Zappolini dopo diversi anni, le ultime lezioni con lui alla scuola del Balletto di Roma, era il maggio del 2006, la Signora Franca ci aveva appena lasciati, in aprile, e lui, in maggio appunto, teneva le lezioni del corso avanzato, per finire il lavoro cominciato da lei.

La Signora Franca è il mio inattaccabile buon ricordo degli anni trascorsi in quella scuola, per la sua nobilissima umanità, con la quale incontrava le grandezze e le mancanze di tutti; per il suo carisma che andava addirittura sublimandosi attraverso le sofferenze dell’età avanzata; e per la tenacia, che la guidava fino alla sua sedia, a lezione, fino a pochi giorni prima di andarsene per sempre.

La Signora Franca aveva lavorato per vent’anni con Giancarlo Cappello prima che con me. Era difficile sostituirlo, anzitutto perché è uno dei migliori ed esperti pianisti accompagnatori italiani e non solo, poi perché la Signora era già avanti con l’età, quando in generale si è poco disposti ai cambiamenti (su questioni importanti poi, come il pianista del maestro di danza per la lezione quotidiana). … Inoltre, aggiungerei, le suadenti melodie , le armonie… viziose, i milioni di note al secondo della mano sinistra, a sostenere tutti gli arabesque di questo mondo…insomma, tutte le caratteristiche dello stile di Giancarlo (di Rachmaninoviana discendenza), se diventano un’abitudine, son proprio difficili da far dimenticare.

Ero lì, toccava a me, ho fatto del mio meglio.

Sapevo quanto le mancava il suo pianista. Il giorno della prima lezione con lei, mentre suonavo sentii che, a bassa voce, diceva alla sua assistente: non mi piace questa musica… Ma alla fine di quella lezione , e di ogni lezione dei successivi tre anni, mi sorrise. E mentre io cercavo di cavare dal mio magro cappello a cilindro qualche successione armonica che potesse piacerle, lei m’incoraggiava, mi sorrideva, mi ringraziava per la mia musica.

Perciò non posso dimenticarla.

Annunci
5 commenti
  1. 16 novembre 2009 15:34

    Ciao Tania,
    girovagando su internet ho trovato il tuo pensiero sulla grande Maestra e Sig.ra Franca Bartolomei (che ho avuto il piacere e l’onore di collaborare con lei, grande Sig.ra e grande Artista) e, con sorpresa, hai citato il mio nome…
    Ovviamente mi lusinga la tua opinione per il mio pianismo di Rachmaninoviana discendenza (speriamo che Rachmaninoff non si sia arrabbiato troppo…) e continui con : per le suadenti melodie , le armonie… viziose…, e quì mi fermo.
    Ora dimmi, cosa intendi quando dici: per le suadenti melodie , le armonie… viziose…., (?)
    In verità ti dico, me ne hanno dette di tutti i colori…(quasi sempre positivi)
    e non ti nascondo che mi piace questo termine” armonie… viziose…”, ma ti prego di spiegrmi cosa intendi tu con “armonie… viziose…,” almeno vediamo se abbiamo la stessa opinione sulle terminologie musicali (anche se a volte sono strane…o quanto meno non comuni…).
    Nell’attesa di in una tua risposta, ti abbraccio e a presto.
    Giancarlo Cappello

    • taniapallabazzer permalink
      18 novembre 2009 00:02

      Caro Giancarlo, naturalmente non si tratta di terminologia strettamente musicale… Tra l’altro l’aggettivo “vizioso” può avere una connotazione negativa, che non era mia intenzione attribuire né a te né alle tue armonie…! Nel tuo pianismo sono ricorrenti degli elementi(quali i concatenamenti armonici, l’uso di settime e none maggiori, la scrittura pianistica trascendentale, d’effetto) tipici del pianismo di Rachmaninov che, secondo me, all’orecchio dell’ascoltatore di oggi suonano come estremamente accattivanti, suadenti, appunto. Un orecchio abituato a questa abbondanza, all’intensità degli accordi (comunque sempre “consonanti”), alla generosità del tuo gesto virtuositico, rischia di sentirsi insoddisfatto, svuotato, all’ascolto di un discorso musicale, sempre tonale e “consonante”, ma più trasparente e scarno. Ovvero, è l’orecchio che resta “viziato” dalla tua musica.
      Anche il mio, resta viziato; però ti dirò che la musica di Rachmaninov non è la mia preferita. Sono incantata anch’io da certe sue invenzioni melodiche, per carità, i concerti per pianoforte e orchestra, ecc; però poi i miei autori sono Monteverdi, Purcell; mi piacciono i romantici, forse più di tutti Brahms, ma poi salto a pié pari verso Debussy e il ‘900. I linguaggi tardoromantici mi …stufano, dopo un po’. Ma si tratta, naturalmente, del mio gusto musicale; niente di più opinabile.

      Grazie del tuo intervento, comunque…hai ragione, una precisazione era doverosa! Buon lavoro e un abbraccio.
      Tania

  2. Raffaella Zedda permalink
    6 maggio 2010 21:31

    ciao Tania non so’ se ti ricordi di me in quegli anni insegnavo ai corsi Piccoli della scuola facevo da assistente ecc…
    leggendo la tua lettera ho rivvissuto tutta la lezione pesantissima della signora e mi e’ sembrato di stare li proprio con lei.
    La sogno spesso mi chiede di andarla a trovare prima o poi gli portero’ un fiore ,penso di ritenermi fortunata di aver potuto conoscere una persona cosi’ unica speciale grazie di cuore Raffaella

    • taniapallabazzer permalink*
      6 maggio 2010 22:01

      Ciao Raffaella, sì che mi ricordo di te, come no!!! E’ bello il fatto che tu la sogni ancora. Io penso che fosse una persona di notevole carisma e grandissima umanità, si può averne solo un ricordo intenso e bello.
      Grazie a te per aver scritto il tuo pensiero qui.
      Ciao!

Trackbacks

  1. Schumann « Pioggia di note…sui danzatori

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: