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Sotto lo sguardo del Marco Aurelio

11 novembre 2010

Il suono del pianoforte di Luis Bacalov è rotondo e carezzevole allo stesso tempo. Echeggiando dolcemente, corre e riempie l’aria della grande aula vetrata – il vecchio giardino dei Conservatori – che ospita i reperti più preziosi dei Musei Capitolini al Campidoglio. Quel suono coglie di ogni frase l’essenza pura, ne declina le sfumature con raffinato e sapiente equilibrio, senza nulla trascurare ma anche senza perdersi dietro le pose ammiccanti dei tangueri. Echeggiando avvolge la statua bronzea del Marco Aurelio, le nervature possenti dell’Ercole in bronzo dorato, la mano colossale del Costantino che così disposta sembra uscire dal terreno. Poi si posa sulle mie mani intirizzite dal freddo, e all’improvviso mi assale una radiosa voglia di suonare tutti i tanghi del mondo, specialmente quelli di Bacalov e Piazzolla, ma anche di scriverne qualcuno nuovo.

…E poiché di questi tempi ho un rapporto nuovo con le percussioni, generato anche dalla mia pratica quotidiana di esecutore per la danza, quella sera mi ha subito colto anche un gran desiderio di disporre di un set come quello di Daniel Bacalov per quell’occasione: un insieme di strumenti per ottenere suoni morbidi e curvi, corredato di qualche ospite dal timbro speciale, come le campanine tubolari  dalla tessitura acutissima, che coloravano di tanto in tanto alcune cadenze con un tintinnio di suonini commoventi e leggiadri. Ecco, non posso dimenticare che quando il pianoforte non era solo, era accompagnato anche dal contrabbasso di Giovanni Tommaso: con un apporto anche qui interessante, che  sondava le possibilità timbriche dello strumento al confine tra il jazz  e i linguaggi contemporanei colti.

Il programma, come accennato, disegnava un percorso nella storia del tango, a partire dalle rivisitazioni sperimentali dello stesso Bacalov, fino ai classici e a Piazzolla.

Sopra tutto, la mente e il carisma di un musicista invidiabile per fecondità, freschezza del linguaggio e lucidità interpretativa, appunto quella di Luis Bacalov.

Ancor più sopra lo sguardo troppo fiero – per i tempi nostri, s’intende – del Marco Aurelio sul suo nobil destriero.

 

 Roma in scena,  Musei Capitolini – Esedra del Marco Aurelio, 27 ottobre

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2 commenti leave one →
  1. monicavannucchi permalink
    14 novembre 2010 20:33

    Da qui e dalle tue parole puntuali, piene di empatia e calore, prendo spunto per inviare a Luis e Daniel Bacalov un grandissimo abbraccio! ( e ringraziare ancora e ancora e ancora Daniel per il gingle del mio sito! non l’avete mai ascoltato? approfittatene subito!) Non ero a roma e mi sono persa l’evento ma fortunatamente ho la mia esperta di fiducia che tutto segue e tutto puntualmente commenta con sapienza! anche e soprattutto a te Tania, un grazie grande, per questo e per tanto altro: ti sto scoprendo piano piano e ti stimo molto. un abbraccio, monica

    • taniapallabazzer permalink*
      14 novembre 2010 23:41

      Grazie Monica!! In effetti la scoperta di me potrebbe rivelarsi come un’operazione un tantino lunga. Speriamo di farcela prima che il Marco Aurelio si rianimi lasciandoci tutti qui…

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