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Legàmi

14 maggio 2011

Un legame è come un filo che collega due esistenze – due persone o due stati esistenziali vissuti dallo stesso individuo – e nel tempo può subire due generi di destino: può conservarsi (anche se dimenticato); oppure spezzarsi, anche se spasmodicamente coltivato.

Come racconta Sidi Larbi Cherkaoui nel bellissimo lavoro intitolato Bound, concepito nel suo linguaggio coreografico più rappresentativo, poetico e raffinato insieme,  i legami tra gli esseri umani nascono, seguono un percorso che è loro naturale, si interrompono. Essi sono a loro volta influenzati da vincoli che hanno un’origine più lontana, quelli con il passato, le tradizioni, la cultura di riferimento. Cherkaoui non ci dice niente di nuovo, ma sceglie una forma narrativa che mette in scena le emozioni dando loro corpo, letteralmente: tanto che ogni spettatore può osservare le dinamiche emozionali, patrimonio intimo di ciascuno, esprimersi attraverso il movimento – con l’ausilio, in questo caso, dell’oggetto corda presente in scena, che assume il significato simbolico più evidente.

Ma come dicevo, il senso del filo può esser interpretato in modo più sottile, come qualcosa che tiene insieme un’esistenza. Non siamo vincolati soltanto a riferimenti esterni, idee e relazioni con l’altro: esiste infatti anche un legame con la nozione che abbiamo di noi stessi.

Quella nozione può subire modifiche ed anche trasfigurarsi.

Che lo si voglia o no.

(Ed è sempre un po’ come morire e poi rinascere).

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Gregory Maqoma,  Southern Comfort; Sidi Larbi Cherkaoui,  Bound.  RomaEuropa Festival, Teatro Palladium, 15-17 aprile 2011

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4 commenti leave one →
  1. 15 maggio 2011 05:28

    Post notevole, provvisto di un folgorante incipit – che rileggo e invito a rileggere:

    “Un legame è come un filo che collega due esistenze – due persone o due stati esistenziali vissuti dallo stesso individuo – e nel tempo può subire due generi di destino: può conservarsi (anche se dimenticato); oppure spezzarsi, anche se spasmodicamente coltivato.”

    Non posso non pensare alla rubrica ‘il legame’ di Venises sul sito-rivista (http://www.fulminiesaette.it/modules/news/index.php?storytopic=48) e al nome che AlfaZita ha dato al sito della Associazione dei ciprioti in Italia: Nima, che vuol dire Filo (http://www.associazioneciprioti.it/)

    • taniapallabazzer permalink*
      15 maggio 2011 11:20

      Anche a me è venuta in mente la rubrica di Venises, perché proprio ieri avete pubblicato un nuovo post!

      Su certi argomenti, o concetti, o idee, si possono scrivere pagine e pagine di considerazioni. Eppure, senza veramente deciderlo, io sto diventando sempre più sintetica. Forse anche perché un blog non è il luogo giusto dove spendere troppe parole. Ma è un istinto, viene da solo.

  2. monicavannucchi permalink
    16 maggio 2011 11:49

    Ecco, meno male che ci sei tu che mi racconti quello che ho perso… che dispiacere non avere visto questo lavoro! però che bello che c’è un filo che unisce i nostri blog! baci, monica

    • taniapallabazzer permalink*
      16 maggio 2011 19:16

      Sì, è un filo, è vero! 🙂

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