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Fuori e dentro

29 gennaio 2012

Fuori serpeggia come una speciale, emozionante, inconosciuta tensione.  Con una vaga sensazione, non tanto di inadeguatezza, quanto più di impreparazione, che anima cure – un po’ maniacali – anche di dettagli. E quando, nel sondarmi (perchè non mi illudo di possedere alcuna chiave), ne cerco il motivo profondo, ecco che affiora: un senso di solitudine. Non c’è, infatti, una comunità a cui possa o voglia riferirmi, con la quale spartire scelte e responsabilità, e da cui trarre saperi. Perciò, meglio mettere insieme stralci di conoscenze in una sintesi propria; meglio difendersi  in anticipo, anche graffiando.

§

Ma, all’interno, tutto è morbido. La stessa protettività che fuori si manifesta con uno scudo alzato, dentro risulta dolcissima. Dentro non si pongono dubbi o questioni, o scelte. Dentro avviene il miracolo di un’esistenza che dà almeno quanto chiede; che ha il potere di conferire l’investitura di un ruolo; che di amore è fatta e solo fortissimo e puro amore suscita.

Piccolo peso appagante.

§

Tu, dentro, tu che cerchi le mie carezze, e subito rispondi, tu sai di essere al sicuro.

Ho avvolto in nastri rosa le tue calzettine due a due. Ho fabbricato dei sacchettini di stoffa a quadretti bianchi e rosa, che ho decorato con una perlina d’argento.

Ho preparato un giaciglio profumato, bianco e lilla. E ho scritto il tuo bellissimo nome sopra un cartoncino bianco, che ho legato con un nastro di raso.

§

L’essenza di ogni possibile bene.

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2 commenti leave one →
  1. monicavannucchi permalink
    30 gennaio 2012 23:44

    baci, baci,baci… m.

  2. 31 gennaio 2012 19:19

    “Non c’è… una comunità a cui possa o voglia riferirmi, con la quale spartire scelte e responsabilità, e da cui trarre saperi.”
    Sì, questa nostra non è una crisi economica e finanziaria che passerà, è una crisi di civiltà. Alla fine del lungo processo di individuazione iniziato nel Rinascimento, alla nascita della civiltà moderna, c’è una comunità e un individuo separati in casa. Evidentemente bisogna costruire un’altra casa, un’altra civiltà. per farci vivere altri esseri umani, pieni e completi.

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