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Dietro le quinte

29 maggio 2014

Musicisti dell'orchestra, 1870-71, E. Degas

Durante lo spettacolo di cui ho parlato qui ho condiviso le quinte con alcuni colleghi ed è stata un’esperienza estremamente piacevole. Sono emersi aspetti della nostra umanità che, in anni e anni di chiacchiere spese tra una lezione e l’altra, nei corridoi, alle riunioni, erano sempre rimasti relegati chissà dove. Perchè in fondo la nostra professione si svolge principalmente dietro una porta, ma stavolta non c’erano porte: al loro posto, il comune ingresso per la ribalta.

A questo proposito, ho riflettuto per l’ennesima volta su quanto sia fonte di deliziosa inquietudine (un bell’ossimoro) quell’attesa dietro le quinte degli spettacoli condivisi, specialmente di danza (quindi ciò non vale per le performances solo musicali e meno che mai solistiche). E’ un’esperienza riservata a chi vive di musica a contatto con i danzatori ed è impossibile immaginarla: bisogna viverla. Voglio dire che è incredibilmente esaltante, per me, unire l’emozione per la mia prova a quella per l’esibizione coreutica, vissuta per empatia:  la tensione per la riuscita delle singole parti dello spettacolo accomuna tutti, là dietro. E la vicinanza ai corpi dei danzatori sudati tesi e ansanti che si scambiano nelle entrate e nelle uscite riesce a far sentire un po’ danzatori anche noi, che spartiamo con loro le panchine, l’attesa snervante, il momento in cui ci si prepara, il respiro profondo. Respirare con loro è bellissimo. Lo rifarei infinite volte.

 

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2 commenti leave one →
  1. 2 marzo 2015 15:29

    Grazie per avere condiviso queste parole e queste emozioni!
    Purtroppo ho avuto modo solo di rado di ballare sulle musiche suonate da un pianista o da un orchestra, ma ricordo ogni singola occasione in cui è capitato per l’intensa emozione che mi ha trasmesso. Ho sentito un’intesa meravigliosa nascere tra me e il pianista attraverso un dialogo silenzioso: la vera fusione tra musica e movimento.

    • pioggiadinote permalink*
      2 marzo 2015 22:17

      Penso anch’io che la presenza del musicista dal vivo sia un’esperienza di arricchimento fondamentale per il danzatore e lo è in modo reciproco. Ti auguro che possa ricapitarti di viverla più spesso! Grazie per la tua visita!

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