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Umiliati e contesi – II

10 novembre 2009

(…continua)…

Riprendendo il discorso sul ruolo del Pianista accompagnatore nella lezione di danza, mi interessa oggi sottolineare come, in ogni caso, per una lezione di danza di livello professionale (di tecnica classica e di tecniche moderne codificate), la figura del musicista sia indispensabile: ed anche questo assunto viene espresso dagli insegnanti di tecniche e metodologie della danza, non dai musicisti.bambini_note

La musica dal vivo, l’apporto personale da parte del pianista, la sua capacità di rendere flessibile ogni genere di musica alle dinamiche dei passi di danza, sono infatti ritenute componenti necessarie all’allenamento quotidiano dei danzatori. Grazie alla presenza del musicista, in teoria, il maestro di danza  può dedicare la sua attenzione interamente alla dinamica dell’esercizio (e alle eventuali correzioni dell’esecuzione dei ballerini) , affidando la “questione” musicale totalmente al pianista. 

Ma non accade sempre così. Nella realtà, lo stesso passo può essere messo in musica  secondo tempi e modi di esecuzione assai diversi tra loro, che dipendono dall’insegnante, dalla scuola di riferimento, dal livello dei danzatori: tutte queste componenti devono essere quasi ogni volta ridefinite. Il pianista deve tener conto di queste variabili e conciliarle poi con il proprio gusto musicale; se improvvisa o esegue musica propria, deve adattarla alla situazione, e ciò talvolta può significare rinunciare ad un certo linguaggio o ad un particolare tipo di espressività. 

A questo si aggiunga  il fatto che, come esistono pianisti non molto duttili, poco preparati o svogliati, così ci sono anche insegnanti che non sono in grado di esplicitare con sufficiente chiarezza le proprie preferenze musicali o dinamiche – spesso non essendone consapevoli; oppure non sono tanto musicali;  oppure ancora hanno le idee chiarissime e pretendono dal pianista un’adesione letterale al proprio gusto, arrivando ad annichilire le possibilità di espressione del musicista con cui collaborano. Naturalmente sono da sottolineare tanto le mancanze dei pianisti quanto quelle degli insegnanti sebbene, alla luce del rapporto “gerarchico” che ho messo in evidenza precedentemente, possano considerarsi  più rilevanti quelle di questi ultimi.

Sono davvero pochissimi i pianisti che arrivano a svolgere questa professione ottenendo meritati riconoscimenti da parte del mondo della danza e dei colleghi; ma sono pur sempre pochi coloro che semplicemente intraprendono questa strada – volenti o nolenti –  arrivando a svolgere questo lavoro in modo più o meno decoroso. Di fatto, comprendendo anche chi offre la propria collaborazione a qualche scuola privata di danza, senza particolari ambizioni e senza distinguersi per uno stile e un apporto creativo personali, si tratta di poche decine di esemplari in tutta Italia.

…continua…

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