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Guardarsi

23 novembre 2009
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Provo un giro da una specie di posizione di quarta, e poi da una seconda, davanti allo specchio, ma la cervicale mi frena e il collo si incricca, così il corpo se ne va per conto suo, senza la testa; ritrovo il mio sguardo nello specchio, ma forse troppo tardi. Alla fine mi viene una terribile nausea, devo sedermi e pensare di non trovarmi su una nave durante una mareggiata.

Sogno allo specchio

Girare non è nemmeno quello che più mi interesserebbe saper fare, se fossi una ballerina; terrei molto di più alle pose, a sostenere le gambe negli equilibri; e ai salti. All’attivo ho un’esperienza piuttosto scarna, tuttavia: un annetto di salsa cubana, un’infarinatura di sevillana e qualche mese di danza africana…un po’ poco, per pensare alla danza classica o contemporanea alla soglia dei quaranta.

Osservo i giovani allievi di danza che accompagno quotidianamente: tutti hanno ormai acquisito la tecnica della testa, ma tra loro c’è chi gira come una trottola (e non mi stupirei se gli trovassero una chiave a molla sulla schiena), chi esegue uno o più giri abbastanza ampi (ma non sempre controllati fino alla fine), chi riesce ad eseguirne solo un paio senza molta energia, frenato da tensioni al collo e alla parte alta della schiena.

Sono entusiasti all’idea di eseguire gli esercizi più atletici: i giri sono il massimo, ma si gasano molto con tutti i generi di salto, soprattutto gli entrechat-quatre e naturalmente i tour en l’air –  benché  questi ultimi siano uno scoglio – anche psicologico – non indifferente da affrontare, e tecnicamente molto da perfezionare.

Ritrovano sempre il proprio sguardo nello specchio. Guardano se stessi e  lo fanno anche reciprocamente: persino correggendosi a vicenda.  Rivalità e senso di competizione ancora non la fanno da padroni.

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7 commenti leave one →
  1. monicavannucchi permalink
    29 novembre 2009 19:42

    Uno dei sogni ricorrenti e condivisi dai danzatori è quello di girare senza sforzo e in magico equilibrio per ore, in un orgasmo di tour pirouette, fouetté, tour en l’air e via dicendo… L’ho fatto anch’io per anni! ora mi capita più spesso di sognare di perdere il treno; vorrà dire qualcosa secondo te? baci, monica

  2. taniapallabazzer permalink
    29 novembre 2009 21:48

    Uhm…allora, per me avviene un po’ l’ inverso, perché da tutta la vita sogno di perdere treni aerei luoghi strade e tutto, ma solo di recente ho cominciato a immaginare (ancora però non l’ho mai sognato) di imparare di punto in bianco pirouettes e fouettés e di girare e girare proprio come dici tu. Io forse mi sto immedesimando un po’ tanto nei danzatori…ma tutto sommato è una divagazione piacevole! D’altra parte, sognare di perdere treni…mi sa tanto di sindrome da Bianconiglio… Quello che non so del Bianconiglio, è se aveva rimpianti. Ma, secondo me, cercava di non averne. Baci.

  3. monicavannucchi permalink
    30 novembre 2009 19:25

    Be’ non penso che avesse tempo per i rimpianti!!! ma dove stai lavorando in questi giorni? sull’aventino o per caso al tiburtino? (che non è un colle ma un quartiere di roma, molto pasoliniano, così pasoliniano che sembra quasi di stare a Berlino!!!) Perchè io sono li’ in periferia che cerco di scavare nelle teste degli allievi attori e di infilarci dentro pensieri, immagini, orizzonti di senso… mentre al piano di sopra mi zompa sulla testa la “compagnia” ! Ti dice qualcosa? monica

    • taniapallabazzer permalink
      1 dicembre 2009 00:26

      La compagnia dell’accademia di danza, dici? Lavorano lì? In effetti dopo quest’estate non si è più vista sull’Aventino. Comunque è meglio sentire gli zompi della compagnia che quelli di certi sacchi di patate che girano in Accademia…ehm.
      Io trascorro i miei lieti pomeriggi sull’aventino. Che tempi, guarda, mentre gli stormi svolazzano sulle nostre teste allo scendere della sera, il sospetto si annida nei corridoi tanto che non si possono più affiggere manifesti o annunci sul muro del bar senza la preventiva firma del direttore…persino se uno scrive “cerco partner”, con tutte le implicazioni che una tale scritta può comportare, deve passare al vaglio della direzione…col risultato che nessuno cerca più il partner e gli accoppiamenti avvengono a casaccio…

      • monicavannucchi permalink
        2 dicembre 2009 20:06

        Noo!? che tipi di accoppiamenti, potresti precisare? Perchè (ti svelo un segreto) mio marito lavora lì e non vorrei… comunque sì, la compagnia è in periferia, che fa pure rima; non ho avuto tempo di assistere nemmeno a mezza prova purtroppo, perchè sto lavorando nelle stesse ore (io otto al giorno in questi giorni, loro non so). Sembrano carini e stanno arrivando coreografi vari da varie parti del globo! monica

      • taniapallabazzer permalink
        2 dicembre 2009 21:43

        Oooops! Bene bene! Intendevo naturalmente tra partner di ballo…cioé, di ballo per il ballo…insomma… uff… La situazione non è fuori controllo, comunque…non ancora, almeno…
        Ci saranno senz’altro delle motivazioni logistiche o simili, ma trovo comunque singolare che la compagnia non studi né provi in Accademia; un contatto quotidiano (anche solo ideale o visivo) con una compagnia di professionisti dovrebbe essere la norma per chi studia danza seriamente…o no?
        ciao Monica, a presto!!!

  4. monicavannucchi permalink
    3 dicembre 2009 19:55

    Oh sì! assolutamente sì. concordo con te, è una scelta bizzarra. monica

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