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Corno inglese

20 aprile 2010
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ll vento che stasera suona attento 
– ricorda un forte scotere di lame –
gli strumenti dei fitti alberi e spazza
l’orizzonte di rame
dove strisce di luce si protendono
come aquiloni al cielo che rimbomba
(Nuvole in viaggio, chiari
reami di lassù! D’alti Eldoradi
malchiuse porte!)
e il mare che scaglia a scaglia,
livido, muta colore,
lancia a terra una tromba
di schiume intorte;
il vento che nasce e muore
nell’ora che lenta s’annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento,
cuore.
 

(Eugenio Montale, Ossi di seppia; Movimenti)

 

Questa immagine che ho scattato quattro anni fa tenta un’impossibile intreccio con i versi di Montale. E’ stata scattata in Liguria, nella località detta Punta della Madonna, dalle parti di Bonassola. Mostra definiti raggi di luce  che uniscono la superficie del mare al tetto delle nuvole e alcune gradazioni di colore, come il rame del cielo e lo scurirsi del mare all’imbrunire, che rievocano le immagini scolpite da Montale. Non si ascoltano suoni, né quelli provocati dal vento di maestrale né il fragore delle onde: il suono per noi è quello di questi versi. Quanto al cuore, neppure quello montaliano vibra di una sua voce.

 

 

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