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La danza delle luci

17 maggio 2010
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Anche loro danzano, e lo fanno nel cielo, dipingendo a colori vivi e fosforescenti, verde e giallo e blu e viola, l’azzurro scuro della sera o il nero della notte. I cieli sono quelli polari della nostra terra, ma non sempre: a volte compaiono in zone più vicine all’equatore, e sono presenti anche su altri pianeti. E’ uno spettacolo di luci cangianti.

Le aurore polari sono un fenomeno la cui origine è oggi spiegata scientificamente, ma nell’antichità era ritenuto misterioso e raccontato attraverso leggende e miti:  i vichinghi ad esempio pensavano si trattasse del bagliore degli scudi delle walchirie, e quando si scorgeva significava che era in corso una battaglia. Di certo  fin dalle epoche più antiche hanno affascinato gli uomini, e sono state sempre associate a manifestazioni soprannaturali: per alcune tribù di indiani le aurore erano i riflessi della danza del fuoco di folletti; ancor oggi, per gli aborigeni australiani sono una danza degli dei e per gli inuit della Groenlandia una danza dei morti.

In effetti è proprio un movimento danzato la prima immagine che viene in mente, perché questi bagliori di luce formano delle strisce, dei nastri che si svolgono muovendosi morbidamente e con lentezza, come fossero onde spinte da una forza invisibile. Come lingue di fuoco aeree si formano e poi si smaterializzano, ma si percepisce anche la loro energia, che le manifesta appunto come luci.

Al loro apparire può essere associato un suono talvolta anche udibile dall’orecchio umano e prodotto, come le luci stesse, da particolari perturbazioni del campo magnetico terrestre in interazione con l’ambiente circostante.

 

 

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4 commenti leave one →
  1. arte64 permalink
    19 maggio 2010 12:14

    Ricordo la prima volta che vidi un’aurora boreale, proprio dietro casa mia, mentre facevo una passeggiata di sera. A richiamare la mia attenzione non fu la luce ma un suono molto strano, come un fruscio indefinibile. È uno degli spettacoli più belli che esistano, purtroppo qui da noi raro.

    • taniapallabazzer permalink*
      19 maggio 2010 21:26

      Che fascino, davvero uno spettacolo bellissimo, io dal vivo non l’ho mai visto né…ascoltato. Pensavo che dove sei tu fosse uno spettacolo quasi scontato, e invece!

  2. arte64 permalink
    20 maggio 2010 08:44

    Pensa che la distanza da qui a Capo Nord è quasi uguale alla distanza da qui all’Italia, e capirai meglio la lunghezza di questo paese quasi senza strade… visitandola via mare credo che se ne perda un po’la cognizione.

    • taniapallabazzer permalink*
      20 maggio 2010 15:48

      E’ vero, a pensarci c’è un’enorme distanza, ma credevo che anche alla tua latitudine fossero frequenti!

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