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Offerta musicale

23 giugno 2010

Das Musikalische Opfer (BWV 1079), l’ Offerta musicale, capolavoro bachiano, è musica sublime costruita con l’applicazione  dei più rigorosi canoni contrappuntistici; è forma definita dalla logica più astratta con esiti  allo stesso tempo trascendenti e intimi; è espressione di invenzione fantastica ed estro comunicativo contenuti in un cubo di vetro.

Per la discorsività e ciclicità della sua struttura, la riconoscibilità del tema principale – il famoso tema di Federico II sul quale questa composizione è costruita – e per la varietà delle soluzioni compositive che offre, questa musica è stata scelta quale trama di alcuni importanti lavori coreografici del ‘900 e del nostro secolo.

The choreographic offering di José Limòn è del 1964. I quasi cinquant’anni di vita la rendono un grande classico della modern dance americana, e le riproposizioni attuali che offre la José Limòn Dance Company sono tanto fedeli all’originale da sembrare quasi impermeabili agli ultimi decenni di evoluzione della danza contemporanea. E’ un lavoro coreografico così intimamente legato alla partitura bachiana da riproporre una sua “partitura” in cui si susseguono duetti, quintetti e pezzi d’insieme, così come nel capolavoro bachiano si alternano episodi contrappuntistici a due o più voci. 

 

Tod in Venedig di John Neumeier si affaccia già nel nostro millennio, essendo del 2003. Tratta dall’omonima novella Der Tod in Venedig di Thomas Mann, rilegge quella trama in un percorso simbolico, ricco di allusioni letterarie e rimandi storici, nel quale è affrontata la questione del tormento dell’artista (qui un coreografo) di fronte all’atto creativo e la sua disfatta di fronte all’impossibilità di creare. La musica di Bach, alternata ad estratti del Tristano e Isotta di Wagner, accompagna in modo severo ed insieme affettuoso  gli stati angosciosi ed alienati del protagonista nel suo percorso autodistruttivo. Neumeier affida i suoi lavori coreografici alla propria compagnia, l’Hamburg Ballett.

 

 

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2 commenti leave one →
  1. arte64 permalink
    26 giugno 2010 20:27

    Sono bellissime entrambe.
    Personalmente preferisco la classica fedeltà di Josè Limon, ma siccome sono molto legata a Der Tod in Venedig di Mann non è facile scegliere.
    Magari sono in offerta musicale, due al prezzo di uno, e non c’è bisogno di scegliere (che Bach mi perdoni).

    • taniapallabazzer permalink*
      26 giugno 2010 22:46

      …Arte e la sua ossessione per i giochi di parole….un giorno scrivi un post solo su questo, ti prego…!!! Comunque, se ti perdona Johann S., ti perdono anch’io.
      Neumeier ti piacerebbe, ne sono sicura, visto per intero, dal vivo… quantomeno per la densità di significati, i diversi piani di lettura, il lavoro profondamente intellettuale che c’è dentro (dietro) alle sue coreografie; poi, alla fine anche lui è un “classico” per quanto riguarda il movimento, oltre che più in generale un esteta.

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