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Poteri magici

20 aprile 2011

Mi sono divertita ad immaginare me stessa capace  di far muovere gli arti dei ballerini e di sollevarli nei loro salti come fossi dotata di un potere magico. Questa fantasia mi è nata dopo l’ultimo passo di una lezione di un corso di “piccole”, giovani allieve: un tipo di lezione che non mi capitava da tanto tempo. Pensando che l’esercizio consistesse in una serie di salti preceduti da preparazione (preparazione/salto, preparazione/salto, e così via), ho scelto la struttura ritmica che mi pareva adeguata. Solo che, nella vaga confusione mentale di fine lezione, vedevo che al momento del salto non si slanciavano, restavano agganciate a terra come a una molla: avevo perso i miei poteri?? No, in realtà il passo non prevedeva salti se non alla fine, e dove io mi aspettavo i salti c’erano dei relevé. Avevo tuttavia vissuto per alcuni istanti la sensazione di esser defraudata della mia magica bacchetta, del mio potere coreutico! La gravità o qualche altro diabolico incantesimo vincevano!

(E lo dico, in questo post che sembra un po’ una pagina di diario: ho la sensazione, da alcuni mesi a questa parte, di aver raggiunto uno stato di comprensione, specialmente istintiva, che fino a poco tempo fa non mi era ancora proprio. Nei momenti in cui raggiungo quella condizione di empatia profonda so di diventare davvero una cosa sola con loro, e credo che loro lo sentano. Da qui l’idea del potere magico).

Diciamolo una volta per tutte: noi pianisti ci illudiamo di sostenere i ballerini nella loro lezione di danza. Non dico di no, ma la verità è che loro saltano se vogliono saltare, indipendentemente dal nostro appropriato accento sulla spinta o dalle notine che mettiamo proprio lì, sul salto. Saltano se a lor pare cosa buona o possibile, altrimenti no, sia che risuoni la musica sia che echeggi il silenzio.

§

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5 commenti leave one →
  1. 20 aprile 2011 10:59

    Proprio bello, questo post. Grazie.

    • taniapallabazzer permalink*
      21 aprile 2011 22:12

      …grazie a te, per tutto quello che condividiamo!

  2. 21 aprile 2011 18:00

    Ma mica è vero!!! no, no, no, se la musica lavora contro mica si salta 🙂 o perlomeno, farlo richiede uno sforzo sovrumano! e so quel che dico eh….. (tra parentesi, son tornata!) monica

    • taniapallabazzer permalink*
      21 aprile 2011 22:17

      Mah…un po’ sono d’accordo, un po’ no. Certo è che una relazione tra musica e danza esiste, altrimenti non avrebbero senso un mucchio di cose, compreso questo blog.

      • monicavannucchi permalink
        27 aprile 2011 15:31

        … allora facciamo che vieni un martedì o giovedì da me? prova del nove!!! m.

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