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Del colore blu

29 aprile 2011

Tra i miei colori, i colori che da sempre prediligo, c’è senz’altro il blu, specialmente nelle sfumature più scure. In generale mi piacciono i toni netti, pieni, brillanti, come l’acqua del mare un po’ profondo. E’ una passione che condivido con Kandinskij – anche se lui non lo ha mai saputo.

Kandinskij amava il blu;   Der blaue Reiter, il gruppo che fondò insieme a Franz Marc ed altri pittori, prende questo nome dal titolo omonimo della sua nota opera, ma più in generale dal significato spirituale e profondo che lui ed altri sentivano di dover attribuire a questo colore. In Dello Spirituale nell’arte, Kandinskij descrive i legami sinestetici tra suono  e colore disegnando una vera e propria tabella in cui ad ogni sfumatura di colore sono associati uno stato emozionale umano (colto anche nel suo divenire) e il suono di uno strumento musicale (ascoltato anche in un particolare contesto).

Dice del BLU SCURO: Pace, tristezza non umana

I meravigliosi suoni del contrabbasso in forma profonda, solenne, come l’organo profondo

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Del BLU: Di colore celestiale tipicamente concentrico [l’opposto di eccentrico]

Violoncello, mentre la tristezza aumenta

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Anch’io associo questo colore ad uno stato di pace, alla conoscenza di sé, alla contemplazione. Esulto all’idea di pensare al suono del contrabbasso come a un suono blu, anche se, diversamente da Vasilij, sento suoni blu uscire anche da molti strumenti a fiato – legni – di tessitura medio-grave, come il clarinetto e il clarinetto basso

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[Nei link ci sono due esempi musicali, L’Elegia in mi minore per contrabbasso di Giovanni Bottesini e il Solo de Concours op. 10 per clarinetto basso di Henri Rabaud].

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4 commenti leave one →
  1. arte64 permalink
    30 aprile 2011 20:56

    Curioso: proprio qualche giorno fa, nello shop del Guggenheim a Venezia, sfogliavo quel libro. Non l’ho comprato solo perchè la mia valigia era ormai al limite dell’inchiudibile a causa di altri libri già acquistati…
    Anch’io amo il blu, e Kandinskij, e Klee, i blu di Klee soprattutto.
    Ma non solo: se capiti a Murano e visiti il bellissimo duomo, vedrai che sull’abside è rappresentata la Vergine, una Maria estremamente oblunga e bizantina, con un bellissimo manto blu profondo. Il che mi ha fatto pensare a quanto scriveva Florenskij sul blu: “L’azzurro nel suo significato assoluto rappresenta la verità celeste: ciò che è vero, che è in sè, è eterno contro a ciò che è transeunte e che è falso.”
    Anche lo scarabeo egizio infatti è azzurro: simbolo dell’anima che tende all’eternità.

    • taniapallabazzer permalink*
      1 maggio 2011 10:46

      Certo, i blu di Klee. E i blu delle volte stellate che affrescano i soffitti di molte chiese del 3-400. E le tonalità dei blu di quei manti: non conosco la Vergine del duomo di Murano, ma penso ad altre sue rappresentazioni, da Antonello da Messina a Sebastiano del Piombo. Chissà perché questo colore viene percepito in modo così condiviso; in parte dipenderà dal colore di molti mari e del cielo – che però di rado è proprio blu.

  2. Denise Cecilia S. permalink
    12 giugno 2012 10:33

    Florenskij! Un autore appassionante, che sento molto vicino.

    Penso che la natura dei colori sia anche, come avete messo ben in luce, simbolica.
    Ogni colore, pur con tutte le variabili che può assumere, possiede essenzialmente una natura intima precisa; e che il blu sia spirituale e profondo, ma anche – a differenza del viola – infuso di una significativa nota triste lo si sente, prima di saperlo.
    Personalmente ho sempre avvertito molto di più la caratteristica di… veicolo di tristezza, del blu, rispetto a tutto il resto. Forse perché avendo una sensibilità ed un’emotività molto accesa, ed avendo sofferto d’umore, tendo ad esasperarne i tratti. Di fatto amo il blu se mescolato al verde, attenuato, ed in tinte chiare. Ma il blu scuro e pieno mi turba, mi abbatte, mi appesantisce.

    • pioggiadinote permalink*
      13 giugno 2012 21:51

      Certo, la percezione del colore è, alla fine, soggettiva. Per esempio io amo il blu scuro perchè, anche se in un certo senso ha il potere di turbarmi, è per me come familiare; sebbene io non l’abbia mai esplorata, la profondità del mare mi è necessaria, e mi attrae molto di più di quanto mi faccia paura; inoltre non mi deprime, ma talvolta mi esalta, persino!

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